Un fiore volante, di Marielle Muheim; illustrazioni dell’autore. 32 pag. ill. col. non numerate; Einaudi -Tantibambini, 63. 1. ed., 1978

Celestina Guardunpò, di Tullio Ghiandoni; illustrazioni dell’autore. 16 pag. ill. non numerate; Einaudi -Tantibambini, 64. 1. ed., 1978

La casa nella neve, di Joy Davenport; illustrazioni dell’autrice. 32 pag. ill. col. non numerate; Einaudi -Tantibambini, 65. 1. ed., 1978

Il messaggio nascosto, di Janet e Livio Marzot; illustrazioni di Livio Marzot. 12 pag. ill. col. non numerate; Einaudi -Tantibambini, 66. 1. ed., 1978

Le ultime quattro uscite che concludono la troppo breve storia di una collana straordinaria sotto ogni punto di vista.

I fascicoli, spillati a doppia graffa, sono quasi quadrati (24 x 23 cm.), la copertina e le pagine interne sono dello stesso materiale, un cartoncino spesso; il testo, e così le illustrazioni, inizia sulla copertina che è, a tutti gli effetti, la prima pagina; la quarta di copertina riporta la lista delle uscite, una nota editoriale, l’indicazione della collana e la responsabilità della direzione: Bruno Munari.

Il logo della casa editrice è accennato da un’ovale sul lato sinistro della copertina, che sborda per un terzo sulla quarta, realizzato con una campitura di colore o delimitato da una linea, l’ovale contiene le informazioni del testo, autore, titolo, responsabilità delle illustrazioni, nome della casa editrice. Le font sono variabili.

Una barra bianca di circa un centimetro corre lungo la piega sulla copertina e riporta il numero d’uscita nella collana, il titolo del volume, il nome della collana. Una volta riposti i fascicoli era impossibile distinguerli, ma questa barra bianca permetteva l’individuazione con un brevissimo gesto.

Alla quarta di ogni volume si legge: “Storie semplici, fiabe incredibili, favole quasi vere, anche senza maghi e streghe, senza principi poveri e ricchi mendicanti.”

FNPAPERSHOP, il 9 maggio 2014, a Torino

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Il palazzo degli ori, di Carlo Emilio Gadda. Einaudi -Einaudi Letteratura 76. 1. ed.; 1983.

Ancora negli anni ‘80 resisteva una collana come questa.

Su wikipedia la lista delle uscite.

(da un altro post su questo Tumblr: “La collana ha un progetto grafico un po’ atipico nel lavoro che fece Munari per Einaudi -forse più immediatamente riconoscibile come Munariano, con le cornicette, le illustrazioni fotografiche trattate sempre in modi diversi, ma sempre tagliate, ritagliate. Resta fortissima la capacità di Munari di giocare sulla verticalità delle copertine in modo orizzontale. La cosa divertente è che si può dire che Munari gioca coi fronzoli realizzando un progetto grafico ch’è privo di fronzoli.

La collana resta una delle più interessanti da Einaudi per capacità innovativa e frantumazione delle barriere fra i generi e i linguaggi.” )

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Cristo si è fermato a Eboli, di Carlo Levi. Presentazione dell’autore. pag. 235. Einaudi -Nuova Universale Einaudi, 35. 8a ed.; 1969.

Long seller di Einaudi che ha avuto innumerevoli edizioni, molte dovute all’immarcescibile volontà della scuola pubblica di farlo leggere agli studenti delle scuole primarie e secondarie.

Qui all’ottava edizione nella NUE.

Il progetto grafico della NUE è di Munari. In quella veste la collana fu sino al 1998, per 228 titoli (vi fu una serie in brossura, fra il 1975 e il 1978 che citava il progetto originale assottigliando le linee). Recentemente l’Einaudi (2010) l’ha fatta ridisegnare dallo Studio Pitis e ha ripreso le pubblicazioni, mutando l’indirizzo.

L’Archivio Caltari riprese un mio articolo sull’argomento: FNL: NUE

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Teleny, di Oscar Wilde? (traduzione di Violetta De Simone), in capo al testo il saggio Anonimo vittoriano di Franco Cuomo. Savelli -Il labirinto, 16; Milano 1980. 1. ed.

In questa traduzione uscì nel 1983 presso le Edizioni Narrativa Club poi da ES nel ‘92, da Sperling nel ‘94 e di nuovo da ES nel 2004 e nel 2012. Sempre col saggio di Franco Cuomo. Riguardo l’autore ES preferisce “Oscar Wilde e altri” nel 2004 e “Oscar Wilde - Attribuito” nel 2012.

Da pag. 130 “[…] Le nostre dita avevano soltanto sfiorato i peni che, per la tensione eccessiva dei nostri nervi e il grado del nostro eccitamento, l’ingorgo dei nostri condotti seminali li fece traboccare. […]”

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Moby Dick, di Herman Melville. L’Unità, 1993. Edizione fuori commercio, allegata al quotidiano L’Unità. Copertina di Giovanni Lussu.

Fra le tante sezioni che ebbero i Libri de L’Unità -i libri in allegato al quotidiano che all’inizio degli anni ‘90 diedero la stura al fiume d’allegati che ancora non accenna a spegnersi- ce ne fu una, di 7 titoli, chiamata “Storie di mare”. Giovanni Lussu, che curò le copertine di tutte le serie facendo cose meravigliose, qui è meno efficace.

In Libri quotidiani. La grafica dei “Libri dell’Unità” (Stampa Alternativa / Nuovi equilibri 2003) Lussu scrive: “[…] Qui sono stato preso da un’ossessione. | Poiché amavo tutti i libri | in modo particolare| […] | mi arrovellavo alla ricerca | di un’espressione adeguata. | Ho creduto di trovarla in un grande | pennello da imbianchinbo | […] | con il quale tracciavo su carta ruvida | grandi segni, che poi rifinivo | esasperatamente al computer. […]”. La tripartizione orizzontale della copertina è mantenuta per tutti i sette titoli, cambiano i colori e la traccia del pennello. L’uniformità molto marcata nei tre volumi di Melville diventa netta, differendo le tre copertine in nulla se non nel numero d’ordine dei volumi. (il colore differente fra le tre copie -soprattutto del primo tomo- è forse dovuta a errore di stampa)

È anche un’edizione che se corredata da una Presentazione di Sandra Patrignani in tre parti, reca l’indicazione della traduzione (Cesarina Minoli) solo al terzo. Non è indicato se sia una prima edizione o no e nel caso chi avesse editato la precedente. (è UTET, 1958, ristampata più volte anche da Mondadori e altri)

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Il giardino dei Finzi-Contini, di Giorgio Bassani. Einaudi -Supercoralli. 1962 4a edizione.

La sovracoperta si sta difacendo. Non è una prima edizione. Il testo beh quello è quello. Un vantaggio è che non c’è in copertina un frame del film di De Sica -che è bellissimo intendiamoci, ma il Nu couché che c’è qui, di Nicolas de Staël, lascia più liberi. Alla quarta di sovracoperta c’è un bellissimo ritratto fotografico in bianco e nero di Bassani, ripreso in una piazza che si immagina di Ferrara, vestito di chiaro -siamo dunque d’estate; Bassani è appoggiato a un troco di un albero, le mani incrociate all’altezza dell’inguine, il volto è girato verso la nostra sinistra; dietro di lui, che pare in ascolto, tre figure sfocate sedute su una panchina.

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Madame (La fuite en Egypte), di Phillippe Jullian, traduzione di Leonella Caruso. Franco Maria Ricci -La Biblioteca Blu, 10. Parma, 1973. 1a ed.

Meno famosa della “Biblioteca di Babele” o altre edizioni di stralusso, la “Lbb” è bellissima da ogni punto di vista -compreso il leggero disassamento della linea figura, titolo, autore, indicazione della collana in copertina, che il progetto non prevede, ma accoglie come ipotesi possibile, in una citazione fattuale del lavoro della tipografia..

Dalla Posta di Maremagnum ho tratto la lista dei titoli usciti ne La collana blu:

La guerra dei Turcomanni di Gobineau
Aphrica di Romano Costa
Il supplente di Fabrizio Puccinelli
La crociata dei bambini di Marcel Schwob
La morte del cigno di Klaus Mann
Il nipote di Rameau di Diderot
Parodia di Ruggero Guarini
Naufrago nel nuovo mondo di Haniel Long
Barili di polvere di Giuliano Pirotta
Madame di Philippe Jullian
Terrore piccolo borghese di Anna Maria Guerrieri
Racconti brevi e straordinari di Borges
Kotik Letaev di Andrej Belyj
Les amants di Vivant Denon
Cabala bianca di Gian Dàuli (2vol.)
La fata delle briciole di Charles Nodier
Solimano e la Regina del Mattino di G. de Nerval
L’elisir di mezzanotte di Francesco Serrao
Verso la cuna del mondo di Guido Gozzano
Ecate di Pierre Jean Jouve
A. di Giovanni Mariotti
La materia del nulla di Macedonio Fernàndez
La civiltà, madre mia.. di Driss Chraibi
Aspetta un po’ che la bambina cresca di M. Senesi
Il mondo deserto di Pierre Jean Jouve
Re, Regina, Fante di Vladimir Nabokov
Arf Arf, o Chi ha ucciso Riccardo Wagner ? di S. Themerson
Avventure di un abate vestito da donna di Francois de Choisy
La specie del sonno di Ginevra Bompiani
Avventure di una monaca vestita da uomo di T. De Quincey
L’alienista di Machado de Assis
Il discorso del Cristo morto e altri sogni di Jean Paul
Il califfo dell’ hashish di G. de Nerval
Sarrasine di Balzac
Due storie diaboliche di J.A. Barbey d’Aurevilly

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Petulia (Me and the Arch Kook Petulia), di John Haase. Mondadori -gli Oscar, 199. Milano 1969. 1a ed.

Alla quarta di copertina, sotto una fotografia b/n di Julie Christie tratta dal film omonimo -e dalla locandina del film è tratta la figura per la copertina (un disegno di Jean Fourastié, come indicato)- si legge:

"Nell’Eldorado consumistico, psicanalitico, alienato e perbenista dell’America degli anni sessanta, Petulia esplode come un fuoco d’artificio, una girandola di follia, femminile arguzia e calda sensualità che piace e fa bene a chi sia assetato di affetti e di gioia di vivere. L’arcibalorda Petulia è la più travolgente contestazione del conformismo, delle ipocrisie e delle nevrosi sociali."

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Il giovane Törless (Die Verwirrungen des Zöglings Törleß), di Robert Musil (traduzione e introduzione di Giorgio Zampa), Rizzoli -BUR, 1974. 1a. ed. nella collana.

La traduzione di Giorgio Zampa è la prima uscita in Italia, da Lerici, nel 1959, 53 anni dopo la sua comparsa in tedesco. La si stampa ancora ora, SE per esempio e la stessa Rizzoli nel 2013, accanto a altre traduzioni più recenti, cinque malcontate.

Qui, oltre a una Nota biobibliografica, a una Nota introduttiva del traduttore -comprensiva di postilla in merito alla traduzione del titolo- e una Bibliografia, di bello c’è la copertina di John Alcorn, che sui BUR, da lui riprogettati dopo i “grigi” del dopoguerra, si divertiva come nessuno mai -neanche Munari, che pure lo fece, ma molto algidamente- con le cornicette, qui acutamente incastrantesi, con la rossa a ricordare le etichette dei barattoli delle conserve, quasi più peccaminosa del giovinetto nudo di Munch (che nel cifrato linguaggio editoriale italiano del secolo scorso voleva dire: attenzione! attenzione! Storia di omosessuali!).

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Cobra. Viaggio in India, di Vittorio G. Rossi. Bompiani 1942. 3.a ed.

Infuria la guerra, siamo nel XX anno dell’era fascista, come indicato in frontespizio, e Bompiani fa comporre per il libro di viaggio di Vittorio Rossi una sovracoperta hipster.

dal risvolto della prima di sovracoperta: “[…] Libro di viaggio alla maniera inconfondibile di Rossi, del quale il vastissimo suo pubblico ritroverà più che mai attivi e fervidi l’acuto spirito di osservazione, l’estrosa e balzante vigoria espressiva, la cordiale ironia che rifiuta ogni enfasi o retorica. […]”

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